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lunedì, 29 giugno 2009
Elvis - Heartbrake Hotel

E così eccomi qui: nella mia confortevole singola dentro al celeberrimo Heartbrake Hotel. Non mi sarei mai aspettato che mi sarei trovato qui in questo periodo. Eppure molte cose succedono senza che nessuno possa dire "a".
Sono seduto sul letto, rigorosamente singolo - e forse anche un po' cortino -, chiedendomi perchè sono qui, ma senza trovare una risposta soddisfacente.
Ora come ora posso solo analizzare la mia delusione, la mia rabbia e la mia tristezza, con l'imbarazzo della scelta per vedere quali di questi tre sentimenti provo con maggior forza.
Li soppeso con molta attenzione, ascoltando il dolore che provoca in me ognuno di essi singolarmente. Poi me li sposto tutti in una sola mano e controllo la stessa cosa però con un miscuglio dei tre.
Alle delusioni sono abituato, la rabbia e la tristezza le provo ogni giorno più volte, ma QUESTA delusione davvero è troppo per me. Non mi ci voleva, non in questo periodo.

Fermi tutti.

Non sto dicendo che sono depresso e bla bla bla, che mi taglierò le vene per fare due o tre schizzi su un muro. Sto solo dicendo che tutto questo miscuglio che ora faccio fatica a tenere in mano perchè anche solo ripensarci me lo fa pesare di più, ora è troppo.
Sono rimasto deluso talmente tanto che non intraprenderò mai più questa tipologia di strade.
Sono rimasto così deluso che non ho più neanche voglia di continuare neanche questo post.
scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 15:10 | Permalink | commenti
mercoledì, 29 aprile 2009
Elvis - Whole Lotta Shakin' Goin' On (Cover Jerry Lee Lewis)

Devo scrivere. Dopo un ennesimo lungo silenzio rieccomi sulla tastiera a buttar giù qualche riga per mandare avanti questo blog.
In genere a questo punto, se mi conosco bene, dovrei sproloquiare su quanto tempo ho fatto passare dall'ultimo intervento, colpevolizzandomi per questo. Invece questa volta no. Non me ne frega molto di scrivere puntualmente, ma preferisco piuttosto scrivere saltuariamente, ma qualcosa di utile per me, più che per voi, dato che, ripeto per l'ennesima volta, questo blog lo scrivo per me, come sfogo personale.
Prendiamo ad esempio la data di oggi: 29 aprile. Per molti di voi non significa un cazzo questo giorno. Per me invece è una data fondamentale perchè sono nato proprio 24 anni fa.
Si dovrebbe festeggiare, e qualcosa si farà, ma non è un compleanno come gli altri per me quest'anno. Per vari motivi mi trovo un po' giù di morale in questi ultimi mesi. Ne sono successe davvero tante, ma penso di essere stato comunque bravo a nascondere il mio umore ai più. Non nascondo che ci sono stati numerosi momenti di sconforto e di tristezza, compreso quello che sto passando adesso che sto scrivendo, ma ci sono stati anche momenti felici e spensierati, come l'ultima settimana, in cui mi sono divertito come poche altre volte. Mi sentivo energia pura e non ero il solo. L'abbiamo trasmessa questa famosa scossa di cui parlo spesso, la scossa che vorrei dare a ogni persona che incontro e conosco. Forse in questi 4-5 giorni ce l'ho finalmente fatta e mi sono sentito davvero bene. Far suonare Tear it Up a tre ragazzi che stavano facendo i Verdena e che non avevano mai sentito quella canzone e far cantare 20-30 persone lì davanti di loro senza che nessuno di loro, compresi noi, conoscesse il testo è stato Rock'n'roll puro e il cuore per quei 5 minuti ha battuto all'unisono in quella via. Ho conosciuto un sacco di persone interessantissime, con cui mi spiacerebbe interrompere i rapporti. Ho cantato, ballato, riso, urlato e fatto qualsiasi cosa si possa fare da ubriachi molesti, ma ci stava. Per un po' non pensavo a tutte le preoccupazioni che mi passano per la testa e che mi hanno fatto spuntare i miei primi capelli bianchi.
Non so se i più lo considerebbero scappare, ma i più a questo punto potrebbero anche andarsene affanculo. Per un po' ho staccato, ma so che dovrò affrontare tutto quello.
Con un anno di esperienza in più sul groppone però, forse il peso sarà più leggero. Se potete, brindate a me, ubriacatevi e tenete il tempo di una canzone rock'n'roll cantandola anche senza conoscerne il tempo. Questo è forse il miglior regalo che mi si possa fare.
scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 00:17 | Permalink | commenti
sabato, 21 febbraio 2009
Johnny Burnette - The Train Kept A Rollin'

Le canzoni rock'n'roll sono in genere brevi. Vanno da quelle lunghe un minuto, fino a un massimo di due minuti e mezzo. Evitate di cercarne di più lunghe. Non le troverete o, nel caso ci riusciste, avrete capito dal tempo perso che sono delle eccezioni.
Questo perchè le canzoni di questo genere non hanno bisogno di fronzoli, ma vengono direttamente dal cuore e dall'anima, passando dalle dita delle mani alle corde di una chitarra o di un basso, o alla pelle tirata di una batteria, o a un microfono, meglio se un modello retrò anni '50.
E la carica di energia che queste canzoni sprigionano è costantemente al massimo e proprio per questo motivo la durata è minore. Non ho la fortuna di aver imparato a suonare uno strumento nè ho mai avuto la dote di saper cantare, ma da spettatore e da ascoltatore posso assicurare che nulla mi ha mai preso come questo genere di canzoni: strofe brevi e dai ritmi sostenuti, ritornelli agili ed esplosivi, accordi spesso improvvisati (in cui si dimostra la vera bravura di un chitarrista). Questo è quello che voglio ascoltare in questo periodo ed è ciò di cui sentivo proprio il bisogno. Mai nessun altro genere che ho ascoltato mi ha fatto ballare come un idiota sulle note di canzoni come quella che da il titolo a questo intervento o altre.
E proprio in "onore" di queste canzoni che questo intervento sarà breve.
scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 19:46 | Permalink | commenti (2)
martedì, 17 febbraio 2009
Bill Haley And His Comets - Rip It Up

A volte le circostanze della vita ci costringono a rivedere in maniera brutale le nostre priorità. Così può capitare che la classifica mentale per ordine decrescente di importanza che ti sei fatto in questi anni di colpo venga distrutta a colpi di realtà da qualcosa che non potresti neanche descrivere, da quanto è impalpabile e invisibile.
E' da un po' che non scrivo su questa pagina, ma non sono stato totalmente improduttivo come altri periodi: ho scritto due raccontini che sono piaciuti a un po' di persone e ho raccolto i miei primi giudizi. Era la prima volta che mettevo online qualcosa scritto da me, a parte questo blog, e vedere che tutto sommato a chi li ha letti sono piaciuti - eliminando il margine dovuto al fatto che questa gente mi conosce - mi ha fatto molto piacere.
Ieri mi sono sentito di pessimo umore per tutto il giorno, senza saperne il motivo. O forse questo\i motivo\i lo\li conoscevo dentro di me, ma spesso si preferisce dire "non ho niente" agli altri, ma soprattutto a se stessi per evitare di entrare in circoli viziosi che portano solo a trovarsi più a fondo.
Probabilmente non riuscirò a laurearmi per aprile, come speravo. Pagherò un anno in più di tasse solo per la tesi e la cosa mi fa male perchè non volevo proprio dare ai miei questa spesa aggiuntiva. Ultimamente ho anche smesso di fare quello che dovevo fare: in laboratorio non sono così tenuto d'occhio e le cose da fare sono tante e complesse. Il lato positivo di questo periodo è che forse ho trovato un buon lavoro part-time, saprò tra oggi e domani l'esito, quindi questa e altre spese sostenute dai miei potrebbero essere "risarcite", perchè la mia ricerca di un lavoro passa soprattutto per due motivazioni principali: fare esperienze di vita lavorativa e sentirmi meno in colpa per quanto i miei hanno sborsato per farmi studiare. Ogni tanto faccio un calcolo veloce e direi che dovrò lavorare parecchi mesi per poter ridare ai miei quello che hanno speso.
Un'altra cosa che mi faceva sentire malinconico era la consapevolezza che entro pochi mesi tutto cambierà: ho intenzione di trasferirmi definitivamente a Milano, di riuscire a pagarmi l'affitto e le varie spese, per vedere se ce la faccio a essere finalmente indipendente. E forse è proprio questo che mi fa paura, che mi rende triste: sapere che una fase della mia vita si sta inevitabilmente chiudendo, aprendone un'altra ricca di punti di domanda. Cosa fare? Non mi resta che mettere un passo davanti all'altro e provare a prendere una delle innumerevoli strade che ho di fronte. Staremo a vedere.
scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 13:29 | Permalink | commenti (1)
domenica, 11 gennaio 2009
Fabrizio De Andrè - Canzone del Maggio

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


11 Gennaio 1999 - 11 Gennaio 2009

scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 16:58 | Permalink | commenti
venerdì, 26 dicembre 2008
Queens of the Stone Age - No one knows

C'è una gran bella differenza tra la gente che scrive su blog e affini e chi legge questi ultimi. Molti di quelli che scrivono su internet, che intasano la rete di parole spesso inutili, lo fanno senza scopi nobili. Non vogliono cambiare nulla, non vogliono mandare messaggi a tutti. Scrivono unicamente per loro stessi. Io qui mi sfogo, faccio riferimenti a fatti, luoghi e persone che esistono nella realtà, ma non lo faccio proteggendomi dietro l'anonimato. Su questo blog c'è il mio nome, c'è il link al miospazio, quindi sai o puoi sapere chi sono. Non sono una persona da scenate pubbliche o da proclami alla nazione: non è il tipo di persona che voglio diventare, nè tantomeno la gente che ama questo modo di comportarsi è quella a cui voglio arrivare. Di persona magari succede che stia zitto quando succede qualcosa che non mi va bene, ma se lo faccio non è solo per paraculismo, e qui voglio vedere chi non l'ha mai fatto, ma spesso per convenienza, per non turbare persone a cui voglio bene con litigi a voce alta, dato che tutti hanno i loro problemi e di aggiungerne altri sinceramente non va a nessuno. Quindi me ne sto zitto, ingoio il boccone amaro (a volte amarissimo) e poi mi sfogo. Dove e come posso farlo? Semplice: qui e scrivendo. Evidentemente qualcuno non ha ben chiara la differenza tra scrivere e parlare: sono entrambe forme di espressione del proprio pensiero, ma la scrittura ci permette di pensare prima a quello che dobbiamo esprimere, di esporlo con più calma, a mente fredda. L'espressione verbale invece è forse quella esteticamente più bella da vedere, ma è anche più facile all'errore, alle incomprensioni e spesso si peggiorano le cose, soprattutto quando uno dei due "litiganti" non ama alzare la voce. Spesso si associa l'aver palle con dire le cose in faccia a una persona. Si, va bene. Posso anche essere d'accordo, però non la vedo propriamente così: l'aver palle consiste nel SAPER dire le cose a una persona. Il veicolo che si utilizza per farlo non ha importanza. Una persona che mi scrive un sms, una lettera o un post su un blog per dire quello che pensa di me ha tante palle quante ne ha una che me lo dice in faccia, anzi forse di più perchè spesso chi ti dice le cose in faccia lo fa perchè si sente protetta da amici e conoscenti.
Io non sono così. Non ce la faccio. Non sono neanche perfetto, forse si, sono ridicolo sotto certi punti di vista. Però io sono qui: sia sul miospazio che su faccialibro ho il link a questo blog, quindi tutti quelli che mi conoscono possono arrivare qui a leggere (azione molto più difficile che ascoltare, perchè comprendere qualcosa di scritto è molto più complesso che farlo quando qualcuno ti parla) quello che scrivo. Qui c'è il mio cervello paranoico, il mio cuore livido e la mia anima tormentata. Se vuoi sapere come la penso, vieni qui. Oltretutto hai anche l'opportunità di farmi sapere cosa ne pensi tu di me, mantenendo l'anonimato. Non ti pubblicherò se mi insulti gratuitamente, però lo leggerò senz'altro, quindi puoi stare tranquillo. Però se mi accusi di essere senza palle perchè le cose non le dico in faccia ma le scrivo su un blog con un commento scritto da anonimo, ti renderai conto da solo che è una scena molto simile al caprone che dà del cornuto all'asino. Non sono perfetto. Spesso sono ipocrita e inopportuno, però almeno so di esserlo e cerco di migliorare e già questo mi fa sentire superiore a uno come te, che probabilmente si ritiene infallibile.
scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 23:14 | Permalink | commenti
martedì, 16 dicembre 2008
Billy Idol - Rebel Yell

Stavo accumulando troppo karma negativo. Dovevo scrivere, anche stronzate, pur di sfogare in questo modo le ansie, le tensioni che, come la polvere sui mobili, si era accumulata dentro di me.
La giornata è iniziata male e bene: male perchè avevo passato una nottataccia tra leggera febbre e sudori freddi, uniti a brutti pensieri, e bene perchè ho ricevuto una bella notizia.
Questa buona notizia, ha mitigato il karma negativo che avevo in me, però è da troppo tempo che sono colpevolmente lontano da questo blog e, soprattutto, dai miei racconti. Per me scrivere è quasi come una cura: riverso frustrazioni, rabbia e altri sentimenti negativi nei personaggi che si muovono all'interno nel mondo che ho creato su carta, in modo da racchiuderli lì dentro il più possibile e risultare quindi positivo. O almeno ci provo! Non sempre ci riesco, ma questo succede perchè non scrivo regolarmente e di conseguenza la "catarsi" non avviene, lasciando strascichi di negatività dentro di me, che inevitabilmente riverso all'esterno.
Per questo motivo, stasera mi autoimporrò di scrivere, anche se in genere i risultati di un metodo di scrittura come questo su di me sono infruttuosi. Non sono un automa. Non dico "scrivo" e scrivo. O se scrivo sono cazzate insulse che scarto regolarmente. Una volta in un programma televisivo c'era un giovane scrittore, sui 17-18 anni, che invece utilizzava questo metodo: alla domanda "come fai a scrivere?" lui, sorridendo come un bambino, ha risposto "semplicemente mi metto alla scrivania e scrivo". Bravo! Sono contento per te amico! Però io non voglio scrivere storielle per bambini come hai fatto tu, ma racconti con dei sentimenti, positivi e negativi (più i secondi che i primi), che possibilmente fuoriescano dalle pagine, che colpiscano, rivoltino e anche turbino il lettore. Voglio scuotere le persone dal torpore in cui si sono adagiate, e l'unico mezzo che sento di avere a disposizione per farlo è la scrittura. Le storielle per bambini le lascio volentieri ad altri, io voglio scrivere altro.
scritto con fatica da: TheSickBoy alle ore 17:44 | Permalink | commenti (2)